Reagire al BURNOUT

Condizioni di lavoro sfavorevoli aumentano il rischio di "scoppiare"


“….dal burnout non si guarisce ma a esso si re-agisce…” [Baiocco et al. 2004].

Gli ospedali e le organizzazioni sanitarie in cui gli infermieri operano, sono considerati gli ambienti in cui è più ricorrente sperimentare la sindrome del burnout, a causa di una difficile organizzazione del lavoro che porta in alcuni casi ad offrire un servizio qualitativamente scadente. Gli effetti che le condizioni di lavoro sfavorevoli, perché altamente a rischio, hanno sulla salute psicofisica del personale impiegato in sanità è ampiamente documentata in letteratura. In particolare, nella popolazione infermieristica lo stress lavorativo è stato associato a disturbi del sonno, fatica cronica, disturbi muscoloscheletrici, dispepsia e sindrome del colon irritabile, mal di testa, depressione, burnout, percezione soggettiva di scarsa salute, insoddisfazione lavorativa, demotivazione, elevato tumover, assenteismo, infortunio, abuso di alcol, farmaci e tabagismo fino al licenziamento.

 

 

Leggi tutto: Reagire al Burnout

Il mobbing: conseguenze  sociali, psicologiche ed economiche

In Italia sono circa un milione e mezzo i lavoratori vittime del mobbing

Non esiste una definizione univoca di Mobbing riconosciuta a livello internazionale. L’ISPESL (l'Istituto per la prevenzione e la sicurezza del lavoro)in Italia definisce il mobbing come una “forma di violenza psicologica intenzionale, sistematica e duratura, perpetrata in ambiente di lavoro, volta alla estromissione fisica o morale del soggetto/i dal processo lavorativo o dall’impresa”. Nel nostro Paese sono circa un milione e mezzo i lavoratori italiani vittime del mobbing su 21 milioni di occupati, il fenomeno è più presente al Nord (65 %) e colpisce maggiormente le donne (52 %).  In ordine alla composizione, oltre il 70% lavora nella pubblica amministrazione. (Dati forniti dall'Ispesl 2001).

 

Leggi tutto: Il mobbing: conseguenze sociali, psicologiche ed economiche